Arte e storia
Andrea Palladio (1508-1580)

Andrea Palladio

Nato a Padova, iniziò a lavorare giovanissimo come scalpellino a Vicenza dove il Giangiorgio Trissino ne intuì le doti e lo guidò nella crescita intellettuale. I due fecero numerosi viaggi a Roma dove Palladio ebbe modo di approfondire lo studio dell'architettura classica.

Seppe creare un modello di architettura dove il linguaggio della bellezza e della proporzione sviluppato su modelli antichi veniva messo al servizio della funzione razionale. Ecco che le sue ville, organizzate come efficienti aziende agricole, erano allo stesso tempo dimore di prestigio per i nobili del tempo.

Iniziò progettando e costruendo ville nel vicentino, finché vinse con il suo geniale progetto l'incarico della ristrutturazione della Basilica di Vicenza. A Venezia costruì le sue più importanti opere religiose e diede alle stampe nel 1570 i “Quattro libri dell'Architettura” che diffusero i suoi principi e i suoi modelli in tutto il mondo occidentale gettando le basi dell'architettura occidentale.

 
Alessandro Vittoria (1525-1608)

Alessandro VittoriaLo scultore Alessandro Vittoria (1525-1608) nacque a Trento ma si trasferì giovane a Venezia nella bottega di Jacopo Sansovino dal quale apprese il mestiere e grazie al quale partecipò alla prestigiosa decorazione della Scala d'Oro di Palazzo Ducale e realizzò le Cariatidi all'ingresso della Libreria Marciana. In contatto con i più importanti personaggi della Venezia del tempo grazie alla sua abilità come ritrattista, fu uno dei protagonisti dell'attività artistica della città con i suoi stucchi e le sue opere in marmo e bronzo. Decorò la Cappella Grimani a San Sebastiano e scolpì le statue per l'altare della chiesa di San Francesco della Vigna. Collaborò con Palladio nella decorazione di Palazzo Thiene a Vicenza e di Villa Pisani a Montagnana. A Maser è attribuita al Vittoria la concezione della decorazione a stucco e gran parte della sua realizzazione.

 
Paolo Veronese (1528-1588)

Paolo VeroneseUno dei grandi maestri del rinascimento veneziano, Paolo Caliari detto il Veronese conquistò la scena della città lagunare con il suo uso del colore, la sua abilità nell'integrare elementi architettonici con le figure umane e la sua fantasia nel concepire i soggetti.

Tale fantasia lo portò fin davanti all'Inquisizione dove venne accusato di inserire figure irriverenti nel sacro contesto dell'Ultima Cena. Veronese, rispondendo che "noi pittori ci prendiamo le stesse libertà dei poeti e dei pazzi" se la cavò cambiando il titolo del dipinto in “Convivio in casa Levi”.

Fu chiamato dalla Repubblica di Venezia a dipingere la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e le sue tele oggi si trovano nei più importanti musei del mondo.

A Maser il suo genio ebbe ampio sfogo e interpretò brillantemente i ritmi degli spazi architettonici del Palladio arricchendoli con finte architetture e una miriade di personaggi reali e allegorici.